Lettera per Ganz - 28
ottobre 2005
Caro Direttore, chi le scrive é un tifosissimo dell' AC LUGANO, attuale squadra di
Maurizio Ganz. Malgrado la squadra stia vivendo uno dei momenti più difficili della sua
storia ( si sta riprendendo dal famoso fallimento del 2003, pubblico ridotto ai minimi
improponibili, risultati mai così deludenti) , Maurizio si sta già facendo apprezzare
alla grande per le sue doti umane che sono così visibili anche solo mentre lo si guarda
giocare. La grinta che ci mette é quella di un esordiente e una bandiera della squadra,
malgrado sia il più anziano e l'ultimo arrivato. Inoltre ha già segnato 3 goals. Se
ancora la città non gli dimostra l'amore che dappertutto gli é stato tributato, é
perché é in rotta con la società e delusa da tutto quello che é successo negli ultimi
anni . La stagione é però ancora lunga, c'é una coppa da vincere e una promozione da
sognare, se continua così Maurizio farà uscire di nuovo l'amore di Lugano per la sua
squadra. Auguri a tutti e complimenti per il sito
Edoardo Giani
una risposta al
nostro caro amico svizzero
Caro Edoardo, ho ricevuto con vivo piacere il tuo messaggio e non posso far altro che
confermare il tributo di affetto nei confronti di Maurizio. Ganz rappresenta per tutti
coloro che entrano nel nostro sito (siamo circa a quota 10.000!!!!) una bandiera, una
faccia pulita in un calcio sempre più sporco, un polo di aggregazione fra i veri
sportivi. Tu mi dici dei gravi problemi societari che hanno coinvolto e sconvolto la tua
Lugano...e ti dico che sfondi veramente una porta aperta; pensa che l'Ancona fino a 2 anni
fà fluttuava fra la Serie B e la serie A del campionato italiano fino a quando un
Presidente (scusa la P maiuscola) leggermente mercenario ci ha, in un attimo, fatto
precipitare in C2, una categoria che definire un inferno è poco. Malgrado ciò dobbiamo
continuare a credere in questo sport, dobbiamo continuare a far sentire la sempre più
fievole voce della gente "giusta". Iscriviti al nostro muro, abbiamo bisogno di
gente come te. Grazie ed a risentirci. Il direttore Eros Giardini
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